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    “Le mura verdi di Roma raccontano che…” di Andrea Lezzi

    mura
    Le antiche mura di Roma, fin dai tempi degli antichi romani, sono sempre state oggetto degli insediamenti da parte delle più svariate piante, piccole o grandi, che hanno trovato modo di svilupparsi sopra di esse o fra gli interstizi presenti tra un mattone e l’altro.

    I primi esempi li possiamo trovare al Foro Palatino dove in mezzo alle rovine del luogo dove Roma fu fondata è possibile trovare esemplari di Ficus carica o di Clematis vitalba così detta dai fiori bianchi e profumati di vaniglia che la contraddistinguono.

    Ficus carica Moracee

    Ficus carica

    Clematis vitalba Ranuncolacee Domus augustana

    Clematis vitalba

    Se ci trasferiamo nella zona dell’Aventino, vicino alla chiesa di S. Sabina è possibile vedere 2 esemplari di Cupressus sempervirens cresciuti sopra un muro mentre nei pressi del complesso dei Cavalieri di Malta troviamo la Bryonia dioica, rampicante delle Cucurbitacee con bacche velenose, rosse a maturazione, che scende da una parete alla ricerca di un supporto su cui avvilupparsi.

    Cupressus sempervirens Aventino

    Cupressus sempervirens

    Bryonia dioica Cucurbitacee Aventino

    Bryonia dioica

    Da Ponte Sublicio si scorgono i muraglioni del Tevere, costruiti negli ultimi decenni del Novecento per evitare i danni provocati dalle continue esondazioni del fiume. Ma anche sopra tali strutture crescono svariate piante, un esempio delle quali è il Rubus fruticosus.

    Rubus fruticosus Rosacee Lung Aventino

    Rubus fruticosus

    Le storiche mura di Roma sono: le Mura Serviane costruite nel IV secolo a.C. dal re Servio Tullio, oramai quasi totalmente scomparse se non in poche emergenze presenti qua e là per Roma, le Mura Aureliane, le più famose ed imponenti, costruite nel III secolo d.C. sotto l’imperatore Aureliano e le Mura Gianicolensi che esamineremo di seguito più in dettaglio.

    Mura Aureliane

    Mura Aureliane

    Le Mura Gianicolensi furono volute da Papa Urbano VIII Barberini per difendersi dalla possibile minaccia dei Farnese dopo che il nipote del Papa Taddeo Barberini aveva invaso i possedimenti farnesiani di Castro e  Ronciglione. Furono costruite in pochi anni, dal 1641 al 1644, anno in cui era già salito al soglio pontificio Papa Innocenzo X Pamphili, il cui stemma campeggia sulla attuale Porta Portese, perchè terminata quando Papa Urbano VIII era già morto.

    Porta Portese

    Porta Portese

    Esse non subirono però in quegli anni alcun attacco perché la vertenza fu conclusa con la pace di Venezia che restituiva i possedimenti ai Farnese. Già vicino Porta Portese possiamo vedere alcune piante tipiche che crescono tra i mattoni quali Cymbalaria muralis, Fumaria capreolata ed addirittura una piccola pianta di pomodoro.

    Cymbalaria muralis Scrofulariacee

    Cymbalaria muralis

    Solanum lycopersicum Solanacee

    Pomodoro

    Risalendo le mura verso Villa Sciarra possiamo apprezzare accanto allo stemma di Urbano VIII numerose piante di Capparus spinosa con il suo vistoso fiore bianco con sfumature viola, forse la regina delle piante dei muri di Roma, nonché una giovane pianta di Pinus pinea.

    Viale Mura Aurelie

    Stemma di Urbano VIII

    Capparis spinosa Capparacee

    Capparis spinosa

    Pinus pinea Villa Sciarra

    Pinus pinea

    Continuando a costeggiare le mura si arriva a Porta S. Pancrazio, costruita al posto dell’antica Porta Aurelia e poi restaurata dopo gli scontri avvenuti nel 1849 tra i soldati della Repubblica Romana con in testa Giuseppe Garibaldi, assediati con forze preponderanti dalle truppe francesi chiamate da Papa Pio IX Mastai-Ferretti per ristabilire il potere temporale della Chiesa. Nei pressi si nota una stupenda pianta rampicante, la Bignonia tweediana (o Doxantha unguis-cati) così detta per la forma a unghie di gatto dei suoi viticci rampicanti.

    Porta S. Pancrazio

    Porta S. Pancrazio

    Bignonia tweediana Doxantha unguis-cati Bigniniacee

    Bignonia tweediana (Doxantha unguis-cati)

    Scendendo verso Porta Cavalleggeri, nei pressi dell’antica Porta Settimiana troviamo lungo le mura esemplari di Centranthus ruber appartenente alla famiglia delle Valerianacee, Ailanthus altissima pianta infestante e con uno sgradevolissimo odore, Ruta graveolens, Morus nigra dalle dolci bacche, famose per le gustose granite siciliane.

    Centranthus ruber Valerianacee

    Centranthus ruber

    Ailanthus altissima Simarubacee

    Ailanthus altissima

    Ruta graveolens Rutacee

    Ruta graveolens

    Morus nigra Moracee

    Morus nigra

    Ritornando verso Porta S. Pancrazio troviamo la facciata dell’antica casa detta di Michelangelo, qui ricostruita davanti ad un serbatoio dell’ACEA nei cui interstizi è nata una pianta di leccio (Quercus ilex), caratterizzata per essere una sempreverde, a differenza della maggior parte delle altre querce.

     Quercus ilex Fagacee

    Quercus ilex

    A conclusione del giro fatto per Roma terminiamo con un pensiero presente su un muro dell’Aventino nel quale viene ben spiegato, probabilmente da uno straniero, perché viviamo nella città più bella del mondo.

    Aventino

    Roma città eterna!