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Una giornata perfetta

Lunedì 3 dicembre 2012 abbiamo fatto con l’AER una gita a Ninfa. Aveva piovuto per tre giorni consecutivi, ma quella mattina verso le quattro aveva smesso e questo era un buon segno. Devo essere sincera e confessarvi che un po’ di apprensione ce l’avevo perché era la prima gita che organizzavo da presidente della nostra associazione. Sapevo che Ninfa offre sempre qualcosa di eccezionale in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo, ma una giornata così ha travalicato ogni aspettativa: volevo ammirare e far conoscere ai miei soci ed amici il “foliage” con tutta l’esplosione dei colori dell’autunno, ed ho avuto in regalo una giornata veramente perfetta.
Dopo tanta pioggia la luminosità raggiunge picchi altissimi con il sorgere del sole, quel sole di cui ci si accorge quando è tanto che non lo vediamo, non il sole violento dell’estate che schiaccia a terra tutte le cose e ci fa stare con gli occhi semichiusi, ma il sole di dicembre che obliquo sull’orizzonte illumina gli angoli nascosti e ci fa intravvedere prospettive insolite. Dopo una notte di maestrale, poi, l’aria è frizzante e quando il sole nasce il cielo è tersissimo e veramente di un azzurro radioso.

Una giornata perfetta, Foto di Ninfa -  autrice Beatrice Venturini Sylos Labini

Foto di Ninfa scattata da B. Venturini Sylos Labini

L’irruzione all’improvviso, nella monotonia della vita quotidiana, di una simile luce come solo nelle tele di Turner si può ritrovare, è stato un regalo senza prezzo e senza uguali, ma un altro dono ci stava aspettando.
Ad attenderci c’era Lauro Marchetti, il curatore di Ninfa, che è cresciuto in simbiosi con il giardino fin da bambino, erede di una sensibilità e di una competenza uniche. Se Ninfa è arrivata intatta a noi, dandoci l’illusione di non essere mai stata toccata da nessun essere umano, come se fosse un giardino fatato, è merito suo. Lauro Marchetti vive nel e per il giardino: restaura le rovine con una malta miscelata con semi di piccole felci e di altre essenze in modo da lasciare un’impronta solo naturale e la stessa naturalezza viene ottenuta con le rose e le siepi. Ninfa è un giardino contemplativo, pieno di rovine, “pervaso dalla magia di un silenzio intarsiato dalla musica delle sue acque” (Pia Pera).

Il giardino, nel tardo autunno, conserva, ancora più accresciuto il suo incanto: è incredibile l’esplosione dei colori delle foglie delle innumerevoli varietà di aceri giapponesi, che all’improvviso appaiono dietro un muro o alla fine di un viottolo; alzando lo sguardo i liquidambar creano un merletto, che si staglia contro il cielo blu, formato dall’intreccio delle rade foglie ancora attaccate agli esili rami con i tipici mazzetti a spiga dei frutti sferici; per terra il più meraviglioso dei tappeti ricamato da mille fili di foglie colorate; pompelmi e aranci vibrano riflettendo la luce, novello giardino delle Esperidi; alcune cortecce trionfano nella gloria della nudità invernale come quella sfogliante dell’Acer griseum o quella azzurrina e contorta del Prunus subhirtella; le gunnere riposano sotto la coltre delle loro enormi foglie recise in riva al fiume; l’acqua limpidissima ricopre le foglie smeraldine dei sedani d’acqua ed il suo suono è appena percettibile; vicino al giardino roccioso un profumo soave fa scoprire i fiori nascosti dell’hamamelis; i getti dei salici fanno a gara per farsi notare con i loro rossi sgargianti e i gialli dorati… e così potrei continuare, ma un altro regalo ci attende.

Una giornata perfetta, Foto di Ninfa - autrice B. Venturini Sylos Labini

Foto di Ninfa scattata da B. Venturini Sylos Labini

 Lauro Marchetti, dopo averci accompagnato ad ammirare la navata della cattedrale formata dai grandi carpini che si chiudono a volta, ci vuole rivelare il genius loci del giardino, e per la prima volta a dei visitatori, apre le porte del cosiddetto Palazzo Comunale lungo il fiume Ninfeo. Entriamo nel salone dei Caetani dove ogni cosa è rimasta al suo posto come l’aveva lasciata Lelia: alle pareti diversi quadri, molti dei quali dipinti da lei, e le finestre sono altrettanti quadri che mostrano il giardino. Tra la biblioteca ed il camino ad angolo c’è il pianoforte Bechstein gran coda che Franz Listz regalò a Roffredo Caetani (padre di Lelia) per il suo battesimo. Il grande musicista ungherese soggiornò più volte a Ninfa, residenza estiva dei Caetani, e siglò il pianoforte all’interno con il suo nome. Ma non solo Listz amava questo luogo, molti altri intellettuali graviteranno attorno al giardino: Virginia Woolf, Truman Capote, Gabriele D’Annunzio, Giorgio Bassani che qui concepì “Il giardino dei Finzi-Contini”. E così, mentre la madre di Lelia, Marguerite Chapin piantava il giardino ed il padre Roffredo curava l’effetto sonoro incanalando le acque, si creava una feconda atmosfera intessuta degli scambi tra scrittori, intellettuali e musicisti. Lelia, poi, ispirandosi al genius loci che lì albergava attribuì al giardino quella particolarità, quella bellezza e quel fascino, dovuti ai giusti rapporti che lo compongono, agli accordi cromatici e alle armonie che ne conseguono, conferendogli un’impronta romantica assolutamente unica.
Un grazie a Lauro Marchetti per averci reso partecipi di tutto ciò. Un altro grazie ad Angela, Renata, Mina, Lidia ed Elisabetta con tutti i loro amici per avermi accompagnato in questa giornata perfetta.

Beatrice Venturini Sylos Labini

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