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“Hortillonages di Amiens” di Maria Doretta Simoni

Hortillonages Amiens

“Ici au milieu de la métropole d’Amiens….”

Qui in mezzo alla città di Amiens, il fiume e le sue multiple diramazioni, attraggono l’uomo tra la pesante terra alluvionale e il cielo della Picardia… La natura in questo dedalo di giardini appare dolce, la fauna felice e cantante, la flora lussureggiante, il fiume carezzevole, la terra generosa.*

Questa presentazione liberamente tratta dall’autore (*Philippe Leleux – Hortillonages et Hortillons), ci introduce subito nell’ambiente del quale voglio parlarvi e mostrarvi oggi.

Il grazioso termine “Hortillonages” fu coniato solo nel XIX° secolo da Alain Rey nel suo “Dizionario storico della lingua francese”. Deriva da Hortillon: termine picard attestato alla fine del XV° sec., derivato dalla lingua d’oil, che vuol dire giardino, nell’antico francese del Medio Evo e questo “ortel” deriva dal latino “hortellus”= piccolo giardino.

Oggi, in francese si usa il termine hortillon che corrisponde a orto o ad ortolano, ma ad Amiens si usa il termine picard:  hortillonages che definisce le terre coltivate e guadagnate sulla palude della Somme.

L’esistenza di questi luoghi risale a Giulio Cesare: Ambianus divenne una delle più importanti della Gallia Romana poiché era un passaggio obbligato per l’Inghilterra.

Non ci sono testimonianze di coltivazioni, ma tribù galliche sicuramente vivevano lungo la Somma e profittavano di questo spazio fertile molto prima dell’avvento dei romani.

(La civiltà acheuleana che si sviluppò nel paleolitico prese nome dal primo insediamento rinvenuto presso Saint-Acheul, oggi sobborgo di Amiens.

Fu il centro principale della tribù gallica degli Ambiani. In epoca romana la città era chiamata Samarobriva (che significava “ponte sulla Somme“). I Romani capirono subito l’importanza strategica della città; Giulio Cesare vi ebbe la propria sede invernale dal 54 a.C. al 53 a.C.)

Ma i primi documenti che testimoniano l’esistenza dell’Hortillonages risalgono al Medio Evo.

Una leggenda racconta che la famosa cattedrale fu costruita su un campo di carciofi offerto da una coppia di pii ortolani. Comunque vero o no, nella cattedrale sono scolpite l’effigi di una coppia di ortolani che avranno avuto qualche merito particolare.

 panorama di belu terrapieno con verande estive di ristoranti a amiens francia

Nel XV° secolo les hortillonages si estendevano molto al di là dei loro limiti attuali

In quel periodo arrivano a coprire circa 1500 ettari, calando poi, fino a giungere, nel 1900 a 500 ettari. Nel 1973 la città si è ingrandita le periferie (Rivery, Camon e Longueau) si avvicinano. Le linee ferroviarie si allargano e l’Hortillonages finisce per essere rinchiuso nell’agglomerato urbano. Attualmente ricopre una superficie di 300 ettari (uno spazio di 6 kilometri per 3).

Gli ortolani: un’autentica comunità

Nel 1762, si contavano circa 47 ortolani, formavano una vera comunità, con sue proprie regole, e fornivano principalmente i loro prodotti ad Amiens. Gli ortolani divennero una vera e propria dinastia si passava il titolo da padre in figlio! Il capo di questa comunità veniva eletto (il più importante fu  Saint Fiacre). Il tutto si basava su una gerarchia ben organizzata, per la gestione ordinata degli Hortillonages : c’era il capitano degli ortolani, i luogotenenti ecc.

Il lavoro sulle isolette di terra                                                                               

Il lavoro dell’ortolano è faticoso, ma questo ha un carico maggiore dovendo raggiungere I luoghi delle coltivazioni con la barche che dovevano avere una forma speciale.

Così gli ortolani hanno creato una imbarcazione specifica: la barca a cornetto. La sua forma è studiata per potersi accostare alla terra senza rovinarne gli argini ed è lunga fino a 10 metri in modo da poter caricare fino a una tonnellata di prodotti. 

Il declino dell’attività del mercato

All’arrivo del XX° secolo l’avvento dei trasporti frigoriferi e le importazioni, portarono un colpo all’attività degli ortolani e infatti molti di loro abbandonarono l’attività. Una grande quantità degli orti furono trasformati in giardini o semplicemente abbandonati.

Il rinnovo e il periodo attuale

Il declino del mercato fu seguito, negli anni ’70 da un’altra minaccia: per mantenere il sito nella sua forma tradizionale, fu un progetto per l’attraversamento di una strada che avrebbe tagliato in due la zona dell’HORTILLONAGES. Fu allora che nacque l’Associazione per la protezione e la salvaguardia del sito che non ha cessato anno dopo anno, di proteggere, promuovere e difendere il luogo contro le minacce che volta per volta si presentavano su di loro. L’associazione attualmente cura l’accoglienza dei visitatori proponendo le visite guidate con le barche ai bordi dei canali.

Coltivazione negli orti d’Amiens: coltura dei prodotti bio e vendita sul mercato

Facendo questo particolare e molto interessante giro in barca, abbiamo imparato che gli ortolani odierni hanno approfondito la conoscenza della produzione sana ed ecologica senza pesticidi tossici. Così oggi le culture di ortaggi, frutta e legumi di qualità (quella dominante fin dal tossici. Così oggi le culture di ortaggi, frutta e legumi di qualità (quella dominante fin dal medioevo) sono fatte con metodi biologici naturali e l’attrazione dei consumatori amieniesi aumenta di anno in anno e il mercato del sabato sul lungo fiume, quai Bélu, non cessa di allargarsi.

plan d acces aux hortillonnnages amiens

Condizioni di coltura ideali

La coltivazione degli orti è divenuta , per gli Amieniesi, un’ attività preponderante. Essa è stata favorita dalle condizioni molto particolari del terreno: l’umidità costante del luogo e il fertilizzante che è costituito dalla melma raccolta sui bordi dei canali fatta seccare e poi sparsa sulle colture questo procedimento permette dei raccolti abbondanti e assolutamente naturali. Questo antico processo è iniziato molto prima della grande moda del Bio . Gli ortolani hanno potuto, grazie a questa tecnica, produrre grande varietà di frutti e legumi sani senza fertilizzanti tossici.

Artisti negli orti e nei giardini

I musei di Amiens non dedicano alcuna sala all’arte povera, ma per chi gira e osserva, il sito l’Hortillonages diventa un museo vivente dove si incontrano molto spesso personaggi creati da chi vi lavora, che danno un tocco di allegria e umorismo a questo mondo vegetale. Totem dipinti, sculture effimere, tronchi trasformati in animali, oggetti quotidiani messi in scena, pezzi di tronchi che diventano personaggi fantastici, gnomi del bosco ci accompagnano in questa visita e sembrano darci il benvenuto.

Probabilmente, all’inizio erano spaventapasseri, ma poi il gusto artistico degli abitanti di Amiens ha invaso questi luoghi. Infatti, anche passeggiando lungo la strada che costeggia il fiume, ho notato che vi sono molti “pupazzi” come una signora ad un balcone che invita a salire per mangiare nella sua cucina o un personaggio che sta in piedi in mezzo al fiume e ti osserva…..

 

Bibliografia

Leleux Philippe, Hortillonages et Hortillon, Edition de la Librairie du Labyrinthe, Amiens 

personaggi pupi